Il rischio d’impresa: quando serve l’avvocato? Prima che sia troppo tardi
C’è un errore che incontro spesso nel rapporto tra impresa e diritto: chiamare l’avvocato quando il problema è già nato. Una causa, un’ispezione, una…
C’è un errore che incontro spesso nel rapporto tra impresa e diritto: chiamare l’avvocato quando il problema è già nato.
Una causa, un’ispezione, una contestazione fiscale, un licenziamento, un conflitto tra soci, un infortunio, un’indagine penale.
A quel punto, naturalmente, l’avvocato deve intervenire. Ma spesso si trova a dover gestire le conseguenze di una decisione presa molto tempo prima.
Ed è proprio qui che, a mio avviso, si trova il vero valore dell’assistenza legale all’impresa.
La consulenza non dovrebbe iniziare quando arriva il problema. Dovrebbe iniziare quando l’imprenditore prende le decisioni che potrebbero generarlo.
Quando nasce una nuova attività, occorre costruire correttamente la struttura societaria, i rapporti tra soci, i contratti, le deleghe, i rapporti con dipendenti e collaboratori, gli assetti organizzativi.
Non è soltanto una buona prassi.
L’art. 2086 del Codice Civile impone all’imprenditore che operi in forma societaria o collettiva di adottare un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa, anche ai fini della tempestiva rilevazione della crisi e della perdita della continuità aziendale. (Normattiva)
Questo significa che l’organizzazione dell’impresa non è più soltanto una questione gestionale.
È anche una questione giuridica.
E questo vale anche per chi è già sul mercato da anni
C’è un equivoco frequente: pensare che l’assistenza legale sia particolarmente importante quando un’impresa nasce e meno necessaria quando l’attività è ormai consolidata.
Non è necessariamente così.
Un’impresa che cresce cambia.
Cambiano i soci, i dipendenti, i rapporti commerciali, gli investimenti, le responsabilità, la struttura organizzativa.
E ciò che per anni ha funzionato può, con il tempo, diventare inadeguato.
“Abbiamo sempre fatto così” non è una garanzia giuridica.
Anzi, talvolta è proprio il momento di fermarsi e verificare se ciò che ha funzionato fino a quel momento sia ancora adeguato alla realtà che l’impresa è diventata.
Il problema più delicato: quando la responsabilità arriva alla persona
L’impresa è un’organizzazione, ma le decisioni vengono assunte da persone.
E una vicenda aziendale può, in determinate circostanze, coinvolgere personalmente l’amministratore, il dirigente, il datore di lavoro o altri soggetti che ricoprono specifiche funzioni.
È il motivo per cui assumono particolare rilievo le deleghe, gli assetti organizzativi, le procedure interne, i sistemi di controllo e la corretta distribuzione delle responsabilità.
Lo stesso principio emerge, in ambito penale, dalla disciplina della responsabilità degli enti prevista dal D.Lgs. 231/2001, che attribuisce rilievo all’adozione e all’effettiva attuazione di modelli organizzativi idonei a prevenire determinati reati. (Normattiva)
Anche la sicurezza sul lavoro ne è un esempio evidente: il D.Lgs. 81/2008 disciplina un sistema articolato di prevenzione e attribuzione di obblighi e responsabilità all’interno dell’organizzazione aziendale. (Normattiva)
Per questo la valutazione giuridica non dovrebbe arrivare soltanto dopo l’evento.
Dovrebbe precederlo.
E quando l’impresa entra in difficoltà?
Anche qui il diritto impone una prospettiva preventiva.
Il Codice della crisi richiede all’imprenditore individuale di adottare misure idonee a rilevare tempestivamente lo stato di crisi e all’imprenditore collettivo di dotarsi di assetti adeguati alla sua tempestiva rilevazione. (Normattiva)
La domanda, quindi, non è più soltanto:
“Cosa facciamo quando l’impresa è in crisi?”
Ma anche:
“Quando avremmo dovuto accorgerci che la situazione stava cambiando?”
È una differenza tutt’altro che teorica, soprattutto quando si tratta di valutare successivamente le responsabilità di chi amministrava l’impresa.
La tutela dell’impresa deve essere multidisciplinare
Un problema aziendale raramente appartiene a una sola materia.
Una questione societaria può avere conseguenze patrimoniali.
Una vicenda lavoristica può assumere rilievo penale.
Una questione tributaria può trasformarsi in un procedimento.
Una crisi finanziaria può coinvolgere la responsabilità degli amministratori.
Un infortunio può avere contemporaneamente conseguenze civili, amministrative e penali.
Per questo Studio Legale Numini affronta le problematiche dell’impresa attraverso un approccio multidisciplinare, mettendo in relazione competenze diverse.
Con una particolare attenzione, anche per la mia formazione penalistica, a quella zona nella quale una vicenda aziendale può trasformarsi in una responsabilità personale dell’imprenditore, dell’amministratore o di chi ricopre una posizione di garanzia.
Non si tratta di prevedere ogni possibile problema.
Si tratta di conoscere prima i rischi delle decisioni che si stanno assumendo.
Perché quando il problema arriva, spesso è già troppo tardi per chiedersi cosa si sarebbe potuto fare.
La vera assistenza legale all’impresa comincia prima.
E continua quando l’impresa cresce, cambia, affronta difficoltà e prende decisioni sempre più complesse.
Perché tutelare un’impresa non significa soltanto difenderla quando viene contestata.
Significa anche metterla nelle condizioni di assumere le proprie decisioni con consapevolezza giuridica.
Studio Legale Numini

Commenti
Leggi i pareri degli altri lettori o lascia il tuo contributo sull'argomento trattato.
Nessun commento ancora. Sii il primo a lasciare il tuo parere.
Lascia un commento
Il tuo messaggio sarà revisionato dallo studio prima della pubblicazione.