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Diritto di famiglia 2026: le principali novità su affidamento, tutela dei minori e mediazione familiare
Approfondimento

Diritto di famiglia 2026: le principali novità su affidamento, tutela dei minori e mediazione familiare

A cura dell’Avv. Alessandro Numini Il 2026 si conferma un anno di rilevanti cambiamenti per il diritto di famiglia italiano. Tra nuove leggi, prassi…

A cura dell’Avv. Alessandro Numini
Il 2026 si conferma un anno di rilevanti cambiamenti per il diritto di famiglia italiano. Tra nuove leggi, prassi consolidate della riforma Cartabia e orientamenti della Cassazione, il quadro normativo che regola crisi coniugali, affidamento dei figli e intervento dei servizi sociali si sta evolvendo verso maggiore trasparenza, digitalizzazione e centralità del minore. Vediamo insieme i punti principali che ogni genitore, e ogni professionista del settore, dovrebbe conoscere.
La Legge 37/2026: nuove regole sull’affidamento dei minori
Pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 27 marzo 2026, la Legge n. 37/2026 introduce importanti modifiche alla storica legge 184/1983 sull’affidamento dei minori. Non si tratta di una rivoluzione dei principi (che restano ancorati al diritto del minore a crescere nella propria famiglia d’origine e al principio del suo superiore interesse), quanto piuttosto di una riforma “di infrastruttura”: più controlli, più dati, più responsabilità istituzionali.
Le novità principali:
• Registro nazionale delle famiglie affidatarie: presso il Dipartimento per le politiche della famiglia viene istituito un registro che raccoglie famiglie affidatarie, comunità di tipo familiare e istituti di assistenza pubblici e privati, con l’obiettivo di rendere tracciabile e verificabile ogni collocamento.
• Osservatorio nazionale: un nuovo organismo avrà il compito di vigilare sugli standard di tutela offerti da comunità e famiglie affidatarie, uniformando le prassi sul territorio.
• Rafforzamento dell’ascolto del minore: l’ascolto non è più un momento isolato all’avvio del procedimento, ma accompagna l’intero percorso di affidamento, permettendo di monitorare nel tempo il benessere del minore e di intervenire tempestivamente in presenza di criticità. Il minore, se capace di discernimento, diventa quindi soggetto attivo del procedimento e non solo destinatario di tutela.
Per chi si occupa di famiglie in difficoltà, la conseguenza pratica è che i provvedimenti di affido dovranno essere più documentati e monitorati nel tempo, con maggiore attenzione da parte di assistenti sociali e tribunali ai passaggi successivi al collocamento.
Separazione e divorzio: procedure più rapide e digitali
Sul fronte della crisi coniugale, la tendenza del 2026 va verso la semplificazione dei tempi processuali:
• È sempre più diffusa la possibilità di richiedere separazione e divorzio con un unico atto, quando ricorrano i requisiti (assenza di figli minori, assenza di gravi controversie patrimoniali), con la seconda udienza di divorzio fissata automaticamente a distanza di sei mesi dalla separazione.
• Nei ricorsi congiunti è prevista un’unica udienza, da tenersi entro 90 giorni dal deposito.
• Prosegue la digitalizzazione della giustizia familiare, con strumenti telematici che accelerano deposito degli atti e comunicazioni tra le parti.
• Si segnala inoltre l’avvio di un fondo abitativo destinato al genitore non assegnatario della casa familiare, pensato per attenuare le difficoltà economiche legate alla fine dell’unione.
Resta comunque obbligatoria l’assistenza di un legale nelle situazioni più delicate, in particolare quando siano coinvolti figli minori o vi siano controversie patrimoniali rilevanti.
Mediazione familiare: da opzione a pilastro del sistema
La mediazione familiare, valorizzata dalla riforma Cartabia (L. 206/2021 e D.Lgs. 149/2022), continua a consolidarsi come strumento centrale nella gestione dei conflitti familiari. Alcuni punti fermi e novità:
• Si tratta di un percorso volontario e riservato, distinto dal giudizio in tribunale, che punta a ricostruire un canale di comunicazione tra i genitori in vista di accordi condivisi su affidamento, mantenimento e organizzazione della vita familiare.
• Presso ogni tribunale è istituito un elenco di mediatori familiari qualificati: il giudice può invitare le parti a intraprendere il percorso, ma resta libera la scelta del professionista, anche al di fuori di tali elenchi.
• La formazione dei mediatori familiari è ormai obbligatoria e regolamentata (dal 15 novembre 2023 quella di mediatore familiare è una professione regolamentata), con standard fissati dal DM 151/2023.
• La Legge n. 1/2026 ha inoltre esteso l’incentivo alla partecipazione della Pubblica Amministrazione ai tavoli di mediazione, offrendo ai funzionari pubblici maggiori tutele per la stipula di accordi conciliativi.
Per chi affronta una separazione, la mediazione familiare rappresenta oggi un’opportunità concreta per ridurre tempi, costi e livello di conflittualità, specie quando siano coinvolti figli minori.
Cosa dice la giurisprudenza più recente
Anche la Cassazione ha offerto indicazioni rilevanti nel corso del 2026:
• In tema di affido condiviso, la Suprema Corte ha ribadito che la deroga a tale regime è legittima solo quando alla lontananza fisica del genitore si accompagnano condotte di grave e comprovato disinteresse verso il minore.
• Sul fronte dell’ascolto del minore, un’ordinanza della Cassazione del marzo 2026 ha confermato l’orientamento secondo cui l’ascolto costituisce un adempimento centrale nei procedimenti che coinvolgono i figli, rafforzando la linea già tracciata dalla Legge 37/2026.
Conclusioni
Il diritto di famiglia italiano si muove nel 2026 su due direttrici parallele: da un lato una maggiore attenzione al monitoraggio e alla tutela effettiva del minore, anche attraverso registri e organismi di controllo; dall’altro una spinta verso procedure più rapide, digitali e orientate all’accordo tra le parti, con la mediazione familiare sempre più centrale.
Per chi si trova ad affrontare una crisi relazionale, una separazione o una situazione di affidamento, è fondamentale essere seguiti da un professionista aggiornato su queste novità, capace di orientare la famiglia verso la soluzione più adeguata: sia essa la via giudiziale, la negoziazione assistita o la mediazione familiare.
Per una consulenza personalizzata su separazione, affidamento o mediazione familiare, contatta lo Studio Legale Alessandro Numini.
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